International Day for the Remembrance of the Slave Trade: cinema e schiavitù

Il coraggio degli schiavi africani che hanno combattuto per l’indipendenza di Haiti, ottenuta nel 1804 grazie alla rivolta contro lo schiavismo iniziata nella notte tra il 22 e 23 agosto 1791 è stato, come affermato da Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO, una “profonda fonte di ispirazione alla lotta contro qualunque forma di schiavitù, razzismo, pregiudizio, discriminazione razziale e ingiustizia sociale”. “La storia del commercio degli schiavi e della schiavitù ha generato una tempesta di rabbia, crudeltà e amarezza che non è ancora stata abbattuta”. “È anche una storia di coraggio, libertà e orgoglio […]”. “Tutta l’umanità è parte di questa storia […]. Sarebbe un errore e un crimine occultarla e dimenticare”.

La tratta degli schiavi è stata una pratica crudele che ha modellato la cultura occidentale e influenzato le società di tutto il mondo. Uguaglianza e rispetto delle differenze sono valori che è importante continuare a promuovere e il futuro dell’umanità non può prescindere dalla presa di coscienza sul passato e dall’analisi del presente. Ingiustizie e discriminazioni sono ancora eredità di una storia troppo spesso dimenticata.

Psychofilm vuole celebrare con i suoi lettori la Giornata Internazionale per la Commemorazione della Tratta degli Schiavi e della sua Abolizione, suggerendo la visione di tre pellicole che hanno affrontato il tema della schiavitù mettendo in evidenza gli aspetti sia individuali che relazionali della lotta, della resistenza, della ribellione e del riscatto:


12 anni schiavo

È il 1841. Solomon Northup è un uomo libero, vive con la sua famiglia e fa il musicista. Ingannato e venduto a uno schiavista del Sud, dovrà lottare per la sopravvivenza fisica e psichica per 12 anni, prima di trovare nell’abolizionista canadese Samuel Bass, interpretato da Brad Pitt, la sua ancora di salvezza e tornare a casa, dalla moglie e dai figli. Il film di Steve McQueen, tratto dal libro autobiografico dello stesso Northup, è molto duro ma estremamente realistico.


Django Unchained

Molto crudo anche il film di Tarantino, coerentemente con tutta la sua filmografia, in cui troviamo un Leonardo Di Caprio (Calvin J.Candie) ricco e spietato, che compra esseri umani per farli combattere tra di loro fino alla morte, fa prostituire le schiave e le tortura se gli disobbediscono, e un Samuel Jackson (Stephen) più terribile del suo padrone schiavista, che esercita il suo sadico potere sugli altri, privo di qualunque senso di appartenenza alla popolazione di colore.

Mentre la lotta di Solomon Northup è tutta interna, e si configura come una resistenza alla crudeltà di cui è vittima, che sfocia in una lunga attesa di un’occasione esterna per ritrovare la libertà, Django l’occasione di togliersi le catene la trova nelle prime sequenze del film, grazie al fortunato incontro con un cacciatore di taglie, e non se la fa sfuggire. La sua è una lotta attiva, che gli permette di vendicarsi dei suoi carnefici e di combattere per ottenere la libertà della moglie. Tutto è ribaltato: Northup da uomo libero diventa schiavo, Django da schiavo diventa uomo libero.

Il film è un omaggio al cinema italiano di Sergio Corbucci, che ha diretto nel 1966 l’omonimo “Django” interpretato da Franco Nero (l’attore compare in un cameo nel film di Tarantino); è valso a Quentin Tarantino il secondo Oscar per la sceneggiatura originale, dopo quello ottenuto per “Pulp Fiction”.


Amistad

Film del 1997, diretto da Steven Spielberg. Racconta dell’ammutinamento, realmente avvenuto, degli schiavi africani sulla nave Amistad, nel 1839 e della successiva battaglia legale per stabilire il diritto di proprietà su di loro, dopo la loro cattura.

Nel ruolo di avvocato difensore uno straordinario Anthony Hopkins, valorizzato dall’ottima sceneggiatura: da ascoltare e riascoltare la sua arringa in tribunale, impeccabile e dai contenuti profondi.


Psychofilm consiglia anche la visione della serie tv “Radici”, prodotta da History Channel, che racconta la storia di una famiglia attraverso 5 generazioni di schiavi. Tratta dal libro omonimo di Alex Haley, è un prodotto di grande qualità, che vanta un ottimo cast, con la presenza, tra gli altri, del bravissimo Forest Whitaker.

 

Laura Salvai

Psicologa, psicoterapeuta, sessuologa clinica e terapeuta EMDR. Fondatrice del gruppo Facebook "PSYCHOFILM" e proprietaria di questo sito. "Il cinema? Una grande passione da sempre, diventata con il tempo anche uno dei miei principali impegni professionali".

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