Spider, David Cronenberg

Il film Spider di David Cronenberg narra, in breve, le vicissitudini di un paziente psichiatrico ospitato in una casa di cura e di reinserimento nell’Inghilterra di fine anni ‘50.

Del film sono state date diverse letture, in particolare la rivista di cinema “Gli Spietati” lo riconduce a un film minore nella filmografia di Cronenberg, vista la supposta “banalità” della trama, apparentemente modellata su teorie psicoanalitiche molto conosciute, (“La storia [..] banalotta e convenzionalista di un complesso d’Edipo non superato”). 

Il film si presta però a diverse interpretazioni, di differente provenienza teorica:

Lettura psicoanalitica della trama:

L’incipiente scompenso psicotico infantile di Spider, lo conduce, a seguito della visione di un rapporto sessuale tra madre e padre, alla regressione verso una posizione schizo-paranoide in termini kleiniani. Gli aspetti buoni e cattivi dell’oggetto madre, vengono scissi e proiettati/allucinati su due figure distinte (nella mente di Spider); lo stesso Spider, uccidendo la “matrigna”, capirà solo successivamente di aver ucciso la madre reale, per poi venire internato. Gli assunti di questa lettura di orientamento psicoanalitico sono la disposizione “pregressa” di Spider a sviluppare un disturbo psicotico, e la presenza di un evento scatenante a farlo emergere, verso conseguenze estreme.

Lettura psicotraumatologica della trama:

Spider sviluppa un disturbo psicotico a seguito dell’osservazione dell’uccisione, da parte del padre, della madre reale. Il padre, accasatosi con una nuova compagna, lo convincerà della scarsa bontà della sua stessa memoria, convincendolo di essere “matto”; da qui, i piani della realtà e quello trasfigurato dalla psicosi, si intrecceranno sempre più per Spider, costretto – per via del suo bisogno di un luogo dove crescere – a rinnegare il suo stesso ricordo, compreso il ricordo della figura della madre biologica.

Spider, cioè, sarà obbligato a colludere con il padre per garantirsi una sopravvivenza, a scapito però del suo equilibrio mentale. Gli assunti di questa lettura sono la presenza di un trauma reale di natura relazionale, il bisogno di forcludere o trasfigurare aree della consapevolezza a fini di sopravvivenza, e il bisogno successivo di Spider di chiarire a se stesso la natura degli eventi che furono, avvolti da un “enigma” straniante e mistificatorio.

Le due letture sono entrambe possibili: da una lato abbiamo una psicosi che inizia “prima” del supposto trauma (anche se molte cose della trama, in questa visione delle cose, non tornano), dall’altro abbiamo un gioco relazionale altamente traumatico che sfocia in una trasfigurazione totale della visione sulla realtà di Spider. 

Alcuni elementi del film, appaiono estremamente verosimili:

1.

Spider sacrifica la verità sull’altare della sicurezza: sceglie di mistificare e obnubilare il suo stesso ricordo, per garantirsi un ambiente sicuro in cui crescere. Molteplici osservazioni di bambini abusati ci raccontano di dinamiche simili, con bambini doppiamente traumatizzati (ovvero, traumatizzati e obbligati a non-vedere il trauma stesso).

2.

Spider presenta – e nel film è reso benissimo – uno sguardo sulla realtà pienamente trasformato, come osserviamo in soggetti psicotici, caratterizzato da episodi di “salienza aberrante” (qui per un approfondimento) verso alcuni stimoli/target o situazioni – per esempio nei confronti della stufa o del gasdotto.

3.

La scrittura incomprensibile e compulsiva su taccuini usati come strumenti volti a “comprendere meglio” o sistematizzare pensieri pur deliranti, è un elemento che spesso si osserva nella realtà; stesso discorso per i vestiti sovrapposti (come a rimarcare il confine del corpo – Spider indossa tre o quattro camicie sovrapposte), o il rapporto bizzarro tra il proprio corpo e lo spazio. La tematica del “proprio corpo nello spazio” è un tema centrale nella psicosi, declinabile in modi molto diversi; in questo caso Spider sembra essere ossessionato dalla presenza di marciapiedi sui quali inciampa con la punta delle scarpe, senza mai salirne il gradino.

5.

Emerge dal film una logica distorta che ci rende tuttavia in qualche modo comprensibile l’operato di Spider: mosso da moventi di natura relazionale a riguardo di fatti “realmente accaduti” (garantirsi il perdurare del rapporto con l’amata madre, comprendere le ragioni sottostanti le azioni di un padre violento), lo osserviamo procedere per prove ed errori in modo assolutamente goffo nel tentativo di “capire”, in un’atmosfera di bizzarria estrema.

Anche questo elemento lo si riscontra nelle storie dei pazienti reali: a ben vedere il pensiero da essi espresso consta spesso di una commistione, un ibrido tra aspetti e percetti che hanno a che fare con il mondo reale, e altri aspetti confabulati.

Nel marasma di un pensiero contaminato, ipervivido e disorganizzato è possibile rinvenire sempre aspetti reali che appartengono all’anamnesi del paziente. Spesso, questi filoni narrativi reali riguardano tematiche molto calde in senso affettivo per il paziente, o elementi della storia traumatici. Si ha l’impressione, addirittura, che alcuni dei deliri prodotti funzionino da cuscinetto simbolico agli aspetti più crudi di un “reale” percepito come troppo saliente, riformulato in modo “altro” o di volta in volta differente.

Torna qui il tema della salienza aberrante; andrebbe però valutata anche la lettura psicotraumatologica, visto “l’impatto” di alcuni ricordi/”target”.
ll passato appare inoltre oscuro o non indagato, psicologicamente, dall’individuo: è più forte l’impressione che esista un presente vissuto in modo stringente, tuttavia con pesantissime impressioni o incursioni da un passato probabilmente vissuto in modo molto forte o traumatico. Esistono cioè alcuni aspetti (per esempio il rapporto fortissimo con figure genitoriali) che ritornano spesso come elemento importante e strutturale per gli eventi di vita dell’individuo



Qui le recensioni de Gli spietati di questo sottovalutato film: pur tratteggiata in modo, forse, semplicistica (viene giustamente sottolineato da “Gli Spietati” come l’attore si imponga sul personaggio), la figura del paziente psichiatrico è qui resa in modo assolutamente verosimile; le atmosfere del film inoltre, punto forte del regista anche in altri lavori, contribuiscono a ben rappresentare la straniante e trasfigurata visione di Spider sulla realtà.


Raffaele Avico

Sono uno psicologo e psicoterapeuta CBT e lavoro a Torino e a Milano. Poiché mi occupo anche di divulgazione e comunicazione in ambito psichiatrico e psicoterapeutico, sono felice di collaborare con questo sito che coniuga perfettamente queste mie due attività.