Vita di Pi

Tutta la nostra vita è un atto di separazione,
dobbiamo solo trovare il modo di darci il giusto addio” (Pi)

“Vita di Pi” è un film del regista Ang Lee che racconta la storia di un ragazzo indiano, nato e cresciuto all’interno di uno zoo gestito dalla sua famiglia. Quando il padre di Pi decide di lasciare l’India e trasferirsi con moglie e figli in Canada, tutta la famiglia si imbarca, insieme agli animali dello zoo, su una nave mercantile. Durante la notte arriva una terribile tempesta, che causa l’affondamento dell’imbarcazione, e solo Pi riesce a salvarsi, salendo su una scialuppa di salvataggio, in compagnia di quattro animali dello zoo, sfuggiti anche loro alla furia delle onde: una zebra, una iena, un orango e una tigre. La iena uccide la zebra e l’orango e viene poi sbranata, a sua volta, da Richard Parker, la feroce tigre del Bengala che diventa, da questo momento, la sola compagna di viaggio di Pi.

Questo film coinvolgente ha suscitato in me una serie di riflessioni che cercherò di condividere analizzando la pellicola sotto diversi punti di vista e cercando di descrivere i principali temi che emergono dalla sua trama e dalla storia dei suoi personaggi.

1.

Il primo argomento trattato dal film è quello della religione. Pi è un ragazzo curioso, alla ricerca di significati profondi, e si avvicina, durante la sua permanenza nel paese natale, a tre religioni differenti: l’islamismo, l’induismo e il cristianesimo.

Il padre gli fa notare che interessarsi a culti differenti è uguale a non sceglierne nessuno: “Voler credere in tutto allo stesso momento corrisponde esattamente a non credere in niente. […] Ascoltami, invece di saltellare continuamente da una religione all’altra perché non cominci con la ragione? In poche centinaia di anni la scienza ci ha fatto capire l’Universo più di quanto la religione non abbia fatto in diecimila anni. […] Sì, alcuni mangiano carne, altri mangiano verdure, non mi aspettano che tutti concordino su tutto ma preferisco che tu creda in qualcosa con cui io non concordo piuttosto che accettare tutto ciecamente, e questo, comincia col pensare razionalmente.”

Padre e figlio rappresentano il divario storico tra scienza, razionalità, credenza in ciò che si può dimostrare, e fede.

Un altro riferimento alla religione si può trovare nel viaggio di Pi, della sua famiglia e degli animali dello zoo sulla nave mercantile, nel mezzo della terribile tempesta. Come non pensare, guardando le immagini di questo capitolo del film, al racconto biblico sul diluvio universale e l’arca di Noè?

2.

Un altro importante tema trattato nel film è quello del viaggio. La storia di Pi ricorda, a tratti, quella di Ulisse, a parte per il finale, che non è, nel caso di Pi, un ritorno in patria. Pi, inoltre, non ha nessuno che lo attende al termine della sua odissea, non si ricongiunge con nessuno, anzi, perde anche il suo compagno di viaggio, la tigre, che una volta raggiunte le spiagge del Messico, sparisce per sempre nella giungla.

Pi, come Ulisse, però, supera una serie di terribili prove:

– Deve affrontare degli animali feroci (la iena prima e la tigre del Bengala poi).

– Subisce la furia del mare, proprio come Ulisse affronta le acque del dio Poseidone.

– Trovato conforto sulle rive di un’isola, rischia di non riuscire mai più ad allontanarsene e di esserne divorato; scopre, infatti, che l’isola è carnivora e che un naufrago prima di lui è morto lì, diventandone parte.

Anche Ulisse, durante il suo lungo viaggio, rischia di rimanere per sempre sull’isola della maga Circe e di non riuscire più a fare ritorno in patria.

3.

Il film parla, inoltre, di alcuni sistemi fondamentali che regolano la vita sulla terra in termini di:

Sopravvivenza, sicurezza, territorio, predazione. Pi e Richard Parker cercano di sopravvivere al naufragio, di procacciarsi il cibo, di definire un territorio sulla piccola imbarcazione.

Accudimento: Pi si prende cura di Richard Parker, offrendogli cibo e acqua e aiutandolo a risalire sulla barca, non lasciandolo morire in mare.

Agonismo (i due si sfidano, cercano di definire i reciproci spazi).

Appartenenza (uomo e tigre condividono una sorte avversa e questo li rende compagni di una storia, anche se strana e singolare).

L’amicizia e la cooperazione tra i due personaggi appare invece solo vissuta da Pi, che rimane molto deluso quando Richard Parker se ne va per sempre, senza voltarsi.

Ricerca di significato: nella religione, nell’amore, nell’amicizia.

4.

Un tema che attraversa tutta la storia è, infine, quello della separazione/perdita: separazione dal paese natale (l’India), dalla ragazza conosciuta da Pi al corso di danza, dalla famiglia perduta in mare, dalla tigre, scomparsa nella giungla all’arrivo in Messico.

“Vita di Pi” mi ricorda molto il film “L’Orso” di J.J.Annaud, in cui un piccolo grizzly rimane orfano dalla madre (separazione/perdita). Qui la sicurezza e la sopravvivenza sono legate alla presenza di un orso maschio adulto, che prende il cucciolo sotto la sua protezione (accudimento). Le posizioni nei due film sono invertite: mentre nel film di Ang Lee la sicurezza dell’uomo (Pi) è minacciata dalla presenza della tigre (Richard Parker), nel film di Annaud è l’uomo a minacciare la sopravvivenza degli orsi. Le due storie sono in qualche modo simili ma viste da due prospettive differenti, dell’uomo nel primo caso e degli animali nel secondo.

Laura Salvai

Psicologa, psicoterapeuta, sessuologa clinica e terapeuta EMDR. Fondatrice del gruppo Facebook "PSYCHOFILM" e proprietaria di questo sito. "Il cinema? Una grande passione da sempre, diventata con il tempo anche uno dei miei principali impegni professionali".