Dinamiche di Gruppo

Il gruppo può essere una grande risorsa, ma anche un rischio.

Il gruppo è cooperazione, sostegno, raggiungimento di obiettivi condivisi, ma anche deresponsabilizzazione, uniformazione, influenza negativa.

Il gruppo aiuta ad affrontare situazioni difficili, è solidale, ma è anche promotore di azioni criminose e violente e ideologie discriminatorie.

Il gruppo è paritario, ma anche gerarchico. Il gruppo è appartenenza ma anche esclusione.

Ci sono dinamiche intragruppo e dinamiche intergruppo. L’ingroup e l’outgroup.

Psychofilm, con questa rassegna, vuole riflettere sul tema delle dinamiche gruppali attraverso l’uso del linguaggio cinematografico. Ecco, dunque, alcuni film che hanno affrontato il tema del gruppo nelle sue diverse sfaccettature. Le frasi tra virgolette sono le descrizioni che i partecipanti a questa raccolta hanno aggiunto ai loro suggerimenti.


I miei suggerimenti:


“Alive” (1993), tratto dal libro “Tabù” di P.P.Read, che racconta la storia dei sopravvissuti delle Ande. Argomento: il gruppo nelle situazioni di sopravvivenza estrema, tra solidarietà e istinto auto-protettivo.

Gruppo e violenza: “Arancia Meccanica” (1971) di S.Kubrick, tratto dall’omonimo libro di A.Burgess.

“Bling ring” (2013) di Sofia Coppola, basato sulla storia vera di un gruppo di ragazze e ragazzi americani, famosi per aver svaligiato le case di alcuni vip di cui anelavano lo stile di vita.

Gruppo, appartenenza, violenza, riti di iniziazione e discriminazione: “Brotherhood” (2009).

Bullismo: “Carrie, lo sguardo di Satana” (2013), tratto dall’omonimo libro di esordio di S.King.

“Cyberbully”, film tv, inedito nelle sale, ispirato alla storia vera dell’adolescente Megan Meier, che si tolse la vita perché vittima di cyberbullismo.

Conflitti intergruppo e violenza: “Gangs of New York” (2002), di M.Scorsese; “Ultrà” (1991); “Hooligans” (2005).

“I figli degli uomini” (2006 – Fantascienza): gruppo, sopravvivenza e solidarietá.

“I guerrieri della notte”, film cult del 1979. La guerra tra bande rivali e il capro espiatorio.

La violenza sessuale di gruppo: “Sotto accusa” (1988); “La figlia del generale” (1999).

Cooperazione, solidarietà, sopravvivenza, conflitto intragruppo: “Maze runner” (2014 – Fantascienza) e “Snowpiecer” (2013)

“Mi piace lavorare (Mobbing)” (2003), di Francesca Comencini.

“Felon – Il colpevole” (2008): il gruppo nelle carceri.

Il gruppo esclusivo, la violenza, il capro espiatorio: “Posh” (2014).

“Rusty il selvaggio” (1983), film cult di di F.F.Coppola.

Cooperazione e solidarietà di gruppo: “Svalvolati on the road” (commedia del 2006).

“The experiment (2001 e remake del 2010), ispirato all’esperimento condotto da P.Zimbardo all’Università di Stanford.

“Thirteen” (2003), sull’influenza del gruppo nelle scelte. Molto evocativa la scena in cui il regista fa degli zoom rapidi sugli accessori e l’abbigliamento delle ragazze, per mostrare come sia importante, per gli adolescenti, identificare gli “in” e gli “out” e uniformarsi agli “in” per non essere “out”. C’è poi il tema della spinta verso condotte criminose (furti nei grandi magazzini) e a rischio (esperienze sessuali occasionali e uso di sostanze).

“The circle” (2017): Un folto gruppo di persone si trova senza sapere come all’interno di una stanza su una pedana luminosa a giocare a un gioco di cui presto si capiscono le terribili regole. Ogni 2 minuti circa uno di loro deve morire, ed è il gruppo, in maggioranza, a decidere chi sacrificare e anche dunque chi portare all’ultimo turno. L’ultimo infatti sarà colui che si salverà. Chi merita di morire? O quali sono le perdite meno rilevanti? I più anziani? Chi non ha figli? Chi ha la fedina penale sporca? Chi appartiene a una minoranza? E chi merita di essere protetto? Una bambina? Una donna incinta? Cosa succede all’interno di un gruppo di fronte alla lotta per la sopravvivenza? Chi si sacrificherà pur di non uccidere?

“The Belko experiment” (2016): I dipendenti di un’azienda vengono sottoposti a un esperimento letale. Rinchiusi nell’edificio dove lavorano, dovranno uccidere o essere uccisi. Simile a “The circle” nell’intento, ma molto più focalizzato sull’azione e meno sugli aspetti psicologici, culturali e sociali alla base delle scelte dei personaggi. Nel complesso meno interessante rispetto al film del 2017.

“Il castello” (2001): Eugene Irwin è un famoso generale che viene condannato per aver causato la morte di alcuni uomini e rinchiuso in un carcere in cui per sopravvivere dovrà costituire un nuovo esercito di fedeli uomini.


I suggerimenti dei membri di Psychofilm:


“Carnage” di R.Polanski, “in cui sono rappresentate sia le dinamiche di gruppo che la gestione dei conflitti. Due coppie di genitori si ritrovano a far chiarezza su un litigio intercorso tra i rispettivi figli, alternandosi in argomentazioni che li mettono in posizioni contrastanti, senza trovare un punto di incontro” [suggerito da: Eleonora Mangano]

“Cena tra amici” di de La Pantelliere e Delaporte, 2012, “sui conflitti intragruppo” [suggerito da: Valentina Mossa]

“Fight club” di D.Fincher: “è un film che ha diverse letture, ma c’è anche il tema dell’appartenenza e quello sul gruppo e la violenza: un circolo segreto dove si combatte, si trasforma in un ritrovo per uomini alienati e poi in un gruppo sovversivo che si ribella allo stile di vita tipicamente americano” [suggerito da: Cristina Contini] “C’è anche il tema del gruppo come autoalimentante fanatismo ideologico” [commento di: Andrea di Monte]

“Fury” (2014) e “Invictus” [suggeriti da: Federica Lo Bue]

“Il ritmo del successo” sui “conflitti intragruppo [e] l’influenza del gruppo sulle scelte e sulle condotte” [suggerito da: Valentina Ortu]

“L’Onda” di Gansel (2008) [suggerito da: Valentina Mossa]

“Ogni maledetta domenica” di Stone del 1999, “sulla collaborazione” nel gruppo [suggerito da: Valentina Mossa]

 “Ragazze interrotte” di James Mangold [suggerito da: Eleonora Santiago]

“Romanzo criminale”, di M.Placido [suggerito da: Cristina Contini]

“Romper Stomper” [suggerito da: Andrea di Monte]

“Sister act” su: “gruppo e cooperazione” [suggerito da: Valentina Ortu]

“Sister Act 2” [suggerito da: Eleonora Mangano]

“Tabù- Gohatto” di Nagisa Oshima parla “di un gruppo molto particolare, quello di una scuola di samurai”. Un film “veramente interessante, anche perché c’è l’occhio osservatore del personaggio di Kitano che cerca di leggere le dinamiche” [suggerito da: Andrea di Monte]

“The beach” (2000) [suggerito da: Valentina Baruffa]

“The Believer” che “racconta di Daniel Burros, membro attivo dell’American Nazi Party, antisemita convinto seppure sia stato circonciso e cresciuto secondo le tradizioni ebraiche della famiglia (film sull’influenza del gruppo nel rafforzare la violenza)” [suggerito da: Roberta Vacca]

“The cube” [suggerito da: Cristina Angelica]

“The skulls” del 2000, “sul tema dell’appartenenza al gruppo e sui riti di iniziazione” [suggerito da: Valentina Baruffa]

“Ti va di ballare”. “Il professore, interpretato da Antonio Banderas, riesce a coinvolgere una classe di ragazzi di strada nel ballo. La disciplina e il tango visti come <<esperimenti sociali>>” [suggerito da: Federica Lo Bue]

“Una cena quasi perfetta” di Title, del 1995, “sull’influenza del gruppo (in questo caso nell’ambito politico/religioso)” [suggerito da: Valentina Mossa]

Laura Salvai

Psicologa, psicoterapeuta, sessuologa clinica e terapeuta EMDR. Fondatrice del gruppo Facebook "PSYCHOFILM" e proprietaria di questo sito. "Il cinema? Una grande passione da sempre, diventata con il tempo anche uno dei miei principali impegni professionali".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.